A proposito di una storia dell’astrologia

Articolo di Vittorio Ruata, Delegato della Sezione Cida di Roma

Fra le varie Storie dell’Astrologia voglio segnalarne una mai tradotta in italiano, ad opera di un astrologo austriaco di cui ho casualmente reperito una traduzione francese in una libreria nello sperduto  e ormai famoso borgo di Rennes le Chateau, in Francia.

L’autore è  WILHELM KNAPPICH; la sua  opera, Geschichte der Astrologie– edita nell’anno 1967- è stata tradotta in francese nel 1986 da Henri Latou, con il titolo di Histoire de l’Astrologie (320 pag) –Ed. Vernal Philippe Lebaud – con la prefazione di Andrè Barbault, il quale sottolinea l’importanza di questo lavoro, che riporto integralmente nei suoi contenuti.

PREFAZIONE DI ANDRE’ BARBAULT

 

E’ con onore e piacere presentare questa storia dell’Astrologia redatta da WILHELM KNAPPICH, il più grande astrologo-storico della nostra epoca. Dalla sua pubblicazione oltre il Reno, speravo in una edizione francese. In effetti, non soltanto l’opera è di un interesse eccezionale per cui merita la sua reputazione internazionale, ma, soprattutto, essa non ha equivalente alcuno e la sua pubblicazione in Francia viene dunque a colmare una lacuna.

W. KNAPPICH è nato, in Austria, a Vienna il 9 ottobre 1880 alle h.7,30 del mattino e vi è deceduto il 28 dicembre 1970. A seguito dei suoi studi di storia, divenne “Conservatore” di una fra le più importanti biblioteche di Vienna e ben presto dedicò il suo interesse all’astrologia.

Nel 1908, assieme ad alcuni astrologi fra i quali Karl Brandler-Pracht, che può essere considerato come il maggiore astrologo austriaco del secolo, fondò l’Osterreichische Astrologische Gesellschaft, la Società degli Astrologi austriaci, tuttora esistente, alla quale partecipò fino alla sua morte.

Autore di molte opere, di numerosi articoli e memorie, la sua maggiore  opera è questa Storia dell’Astrologia, frutto naturale delle sue conoscenze di storico e della sua esperienza di astrologo.

Trattasi dell’opera di una intera esistenza: mezzo secolo di ricerche e di accanito lavoro, nel corso del quale egli ha consultato migliaia di opere conservate nelle diverse biblioteche di Vienna.

Le annotazioni raccolte ricoprono non meno di trenta mila pagine dattiloscritte, che dovette ridurre a tremila e poi a cinquecento affinchè potesse essere progettata una pubblicazione.

Ma questa sintesi rappresenta nondimeno un’opera grandiosa, un monumento unico per la sua erudizione, la vastità della panorama geografico e storico, il rigore nel suo svolgimento, la qualità del pensiero.

Benchè siano trascorsi vent’anni dalla pubblicazione di questo lavoro e malgrado le scoperte archeologiche che sono sopravvenute, nessun’altra opera ne ha posto in discussione le conclusioni.

Questi ultimi decenni, hanno peraltro visto emergere un’evoluzione dell’astrologia, che sembra prometterle una nuova stagione d’oro. Questa “bellissima dama molto bella e venuta da lontano” (André Breton) è quanto mai presente  fra la gente di oggi, esercitando specialmente sulla gioventù studentesca un fascino che sembra divenire inesauribile.

Ma in questo ambito come in altri, l’elettronica ha rinnovato ed esteso il campo delle possibilità, in primo luogo, nella verifica statistica  e nella astrologia mondiale, mettendo  a disposizione  dei ricercatori delle effemeridi astronomiche che abbracciano parecchi millenni. Per contro, l’impiego dell’informatica in materia di interpretazione continua a incrementare le dispute fra le scuole. Ad ogni modo si può forse giudicare scevro da ogni dubbio questo periodo recente della storia dell’Astrologia ?

Dalle lontane origini al più vicino presente, Knappich ci offre una lunga ed appassionante passeggiata, un viaggio unico ed incomparabile. Nessuno storico, nessun astrologo lo aveva veramente intrapreso prima di lui (2). Senza una conoscenza dell’astrologia, gli storici non potevano d’altronde rendersi conto della sua storia se non in superficie e, di conseguenza, soffermarsi entro limiti arbitrari , idonei a restringere il loro intento in un irrisorio tradimento.

Ricordiamo la voluminosa Astrologie Grecque di A. Bouché- Leclercq in cui questo illustre componente dell’Istituto si innalza sugli eccessi di un positivismo ormai del tutto superato.

In quanto astrologo, lo storico Knappich era in grado meglio di chiunque altro per comprendere lo spirito dei testi e degli autori, ed evidenziare la coerenza del pensiero cosmologico  alla base dell’arte di Urania. Egli ne ha colto le tradizioni e le pratiche, alle quali è rimasto fedele, assumendo una posizione favorevole nei riguardi di una concezione “simbolista” dell’astrologia secondo lo spirito della moderna  psicologia.

In questa edizione francese W. Knappich ha la fortuna di beneficiare di un traduttore eccezionale. In effetti Henri Latou, docente di tedesco con familiarità con i testi antichi, è anche astrologo. Una manciata di ore separa la data della sua nascita dalla mia. E’ quasi un mio gemello astrale  e- coincidenza che oserei definire significativa- i nostri anniversari sono vicini a quello di W. Knappich.

Questo libro appassionerà coloro che amano l’astrologia. A quanti la praticano apporterà delle conoscenze indispensabili, un modo per situarla nel cuore dell’avventura umana. Tutto ciò è quanto mai utile. L’astrologia, in effetti, non rifugge oggi alla seduzione del tecnicismo. Questi nuovi e numerosi adepti si limitano, spesso, in difetto di un’autentica cultura astrologica, ad una ristretta pratica interpretativa. Il metodo è acquisito ma sembra delinearsi  al di fuori dello spirito che lo utilizza. Trattasi, beninteso, di ridurre l’astrologia a delle formule, privandola  della sua sostanza, questo apporto dell’anima, parte integrante delle strutture dell’immaginario elaborate dagli uomini nel corso dei secoli e senza le quali la storia delle civiltà non avrebbe ottenuto lo stesso fulgore.

Questo libro giunge quindi in un momento opportuno. Noi eravamo numerosi ad attenderlo e a conoscerlo. Coloro che lo scopriranno non hanno smesso di ricorrere a questa sorgente che, grazie alla erudizione e alla passione accumulate, può pur sempre apparire inesauribile.

André BARBAULT

 

Seppur non immune da richiami retorici, il contenuto di questa prefazione fornisce lo spunto per qualche considerazione circa il rapporto fra pensiero astrologico e la storia dell’astrologia. E’ infatti  lo stesso Barbault a sottolineare come gli studi storici, pur evidenziando l’importanza della astrologia, parte integrante della storia delle religioni nel contesto dello sviluppo della cultura antica, soprattutto sumero mesopotamica e greco classica, hanno per lo più espresso su di essa, in quanto “arte congetturale”, un giudizio del tutto negativo, allorchè si è posta a confronto la validità dell’astrologia in rapporto alle correnti del  pensiero moderno.

Mi riferisco ad alcune illuminanti opere di esegesi e filologia  storica a cura di illustri ricercatori; ne citiamo solo alcuni come  A. Bouché Leclerq, Frantz Cumont, Otto Neugebauer, Lynn Torndike,  D. Pingree,  A.L. Oppenheim (3).

Non a caso A. Barbault, a proposito dell’ Astrologie Grecque di A. Bouché- Leclercq parla di “positivismo ormai del tutto superato”. Infatti  il B.L. pur avendo apportato un contributo essenziale circa la riscoperta dei contenuti della astrologia presso la Grecia classica, nella sua prefazione inizia con il considerare,  le superstizioni,  come

delle sopravvivenze di cui non si comprende la motivazione ma che hanno avuto un ragionevole significato in altri tempi” per poi riannodare questo concetto alla astrologia, sostenendo che “ ciò che è vero a proposito delle superstizioni lo è, in linea generale, a maggior ragione per l’astrologia, la quale ha cercato, in qualunque modo, di ricollegare  alle scienze esatte – la matematica – i più avventurosi sforzi della immaginazione… per poi concludere “constato volentieri, perfino con piacere, che pochi oggi si preoccupano dell’astrologia” (4).

In maniera ancor più drastica si pronuncia Frantz Cumont nella prefazione al suo Egypte des Astrologues edito nel 1937:

“L’astrologia degli antichi non ha più adepti al di fuori di una  cerchia stretta di  eruditi…Il razionalismo vittorioso fa rintoccare le fantasticherie assurde di questi falsi profeti, gli astrologi, alla stregua di una delle ”debolezze che più di ogni altra cosa hanno disonorato lo spirito dell’uomo”; così si esprimeva il giudizio di J. A. Letronne nel 1824” (5).

Si nota una decisa presa di posizione, che vede l’astrologia confinata nel ristretto ambito di un fenomeno religioso e culturale, di cui se, da una parte, ne viene evidenziata  l’importanza quale manifestazione del pensiero dell’uomo, dall’altra ne viene negata la sua validità, in quanto continua ad essere ostinatamente vincolata, in pieno ventesimo secolo, ad  una concezione razionale e positivista, laddove già sin dagli inizi del ‘900 nel mondo anglosassone era iniziata l’elaborazione dell’astrologia umanistica e transpersonale ad opera di M.E. Jones e, soprattutto, di  D. Rhudyar.

A questi storici va tuttavia riconosciuto il merito di avere effettuato  una indagine  rigorosamente filologica circa l’evoluzione nel tempo dei contenuti dell’astrologia, fornendo una serie di dati documentali tecnici, essenziali per ulteriori e obiettive  valutazioni sui significati e sugli sviluppi teorici da essa assunti nel corso dei secoli (6).

Sulla scia di queste ricerche, sono seguite storie dell’astrologia a cura di  astrologi la cui esperienza ha ulteriormente arricchito i contenuti dell’arte secondo un’analisi critica ed esegetica, con un bagaglio di notizie imprescindibili per quanti si vogliono accostare con “cognizione di causa” al suo percorso nei secoli; l’opera  dell’austriaco W. Knappich  va ricompresa fra queste e  le sue considerazioni finali  stanno a dimostrare la attualità del suo pensiero a coronamento di un iter storico che inizia dalla Mesopotamia per terminare alle soglie degli anni ’60.

Infatti, lo Knappich così si esprime a proposito dell’essere astrologi:

”L’oroscopo, dunque,  serve, in primo luogo, a conoscere se stessi e a forgiare la propria personalità. Ma soltanto colui che sa ritrovarsi nel labirinto della propria vita interiore e del proprio oroscopo è in grado di osare ad “entrare” in un oroscopo “estraneo” ed eventualmente dispensare dei consigli astrologici. Ogni consiglio che non abbia altro fondamento se non delle ipotesi relative a possibili tendenze dedotte per analogia, rappresenta un intervento in una vita interiore estranea e, di conseguenza, può essere dispensato solo da persone consapevoli delle proprie responsabilità le quali, oltre ad una approfondita conoscenza dell’astrologia, dispongano altresì di talune specifiche cognizioni professionali, in primo luogo di medicina, di psicologia, di educatori etc”

Sottolineo che siamo nel 1967 e già circolava in Europa questo tipo di pensiero a proposito dell’astrologia, laddove in Italia l’unica astrologia conosciuta era quella delle rubriche quotidiane dei giornali!

Il primo trattato serio di astrologia sarebbe stato “L’introduzione all’astrologia” edito dalla Lisa Morpurgo nel 1972 mentre, per la Storia dell’Astrologia, bisognerà attendere la prima edizione del 1977 dell’opera di F.Boll, C. Bezold, W.Gundel la cui prima edizione tedesca risale agli anni trenta del secolo scorso.

E’ infine lo stesso W. K., nell’effettuare una panoramica dell’astrologia in Europa nel corso del XX° secolo, ad evidenziare, per quanto riguarda l’ Italia

la situazione alquanto sconfortante  di un’astrologia posta fra la Chiesa ed un pensiero particolarmente negativo dovuto anche all’Era fascista.” Per poi proseguire: “ Le pubblicazioni in questo campo furono molto rare. In seguito la polizia fascista proibì ogni forma di letteratura astrologica dopo che, nel 1927, la caduta del regime fascista e la morte violenta del duce erano state preannunciate negli almanacchi inglesi.

“Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale fu creato a Milano un Centro Italiano di Studi Astrologici in relazione con il Centro Internazionale di Astrologia Francese.”

L’insieme di queste considerazioni, seppur datate, cosa ci inducono a concludere a proposito di coloro che, con saccente ostinazione, continuano  ancor oggi a liquidare l’astrologia alla stregua di un  retaggio di antiche superstizioni?

Ritengo che la miglior risposta sia  quella che a suo tempo diede Isaac Newton allo scettico astronomo Edmund Halley : “Io ho studiato l’argomento, Sir, Voi no”.

NOTE

(1)   L’opera di questo autore è solo indicata nella bibliografia storica compresa nel testo della O.P. FARACOVI Scritto negli astri – L’astrologia nella cultura dell’Occidente- 1997 Ed. Marsilio.

(2)   N.d a. Stranamente A. Barbault non cita la fondamentale Storia dell’Astrologia a cura di

F. Boll, C. Bezold e W. Gundel apparsa nei primi decenni del secolo scorso.

(3)   Cito solo alcune opere fondamentali degli autori indicati:

BOUCHE’- LECLERQ- L’Astrologie Grècque –Paris, Leroux 1899.

F. BOLL e F. CUMONT – Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum – Bruxelles 1899 12 vol.  OTTO NEUGEBAUER – The exact science in Antiquity – Ed. Providence1957. Tradotto in italiano in    Le scienze esatte dell’antichità – Feltrinelli, Milano 1974.

OTTO NEUGEBAUER – The History of ancient astronomy- 1945 –

A.L. OPPENHEIM – Divination and Celestial Observation in the Last Assyrian Empire- 1969.

D. PINGREE – Mesopotamiam Astronomy and Astral omens.

LYNN THORNDIKE – A History of magic und experimental science during the first 13 centuries of            our Aera –New York 1922 , (8 vol.).

(4)   BOUCHE’- LECLERQ- L’Astrologie grècque – Prefazione pag. II

(5)   La citazione è tratta da FRANTZ CUMONT – Astrologia e religione presso i Greci e i Romani – Ed- Mimesis 1990, nota 2 pag. 20.  Jean Antoine Letronne (1787-1848), francese, è stato archeologo, egittologo e storiografo, autore di un’importante Raccolta di Iscrizioni greche e latine in Egitto.

(6)   In proposito va citata la fondamentale opera di ricerca filologica compiuta dal Prof. GIUSEPPE BEZZA di cui mi limito a  menzionare i suoi due lavori più importanti: la traduzione commentata della Tetrabiblos di Claudio Tolemeo– Ed. Nuovi Orizzonti 1990 – e la raccolta antologica Arcana Mundi.Antologia del pensiero astrologico antico, Milano, BUR 1995.

(7)   Autori che hanno svolto una storia generale dell’astrologia:

GIUSEPPE BEZZA – Astrologia storia e metodi- Teti Ed. 1980.

F.BOLL, C. BEZOLD, W. GUNDEL – Storia dell’astrologia – Laterza Ed.1985.

ORNELLA POMPEO FARACOVI – Scritto negli astri – L’astrologia nella cultura dell’Occidente- 1997 Ed. Marsilio.

JIM TESTER Storia dell’astrologia occidentale. Dalle origini alla rivoluzione scientifica – Ed. ECIG            1990.

KOCKU VON STUCKRAD – Storia dell’astrologia – Dalle origini ai nostri giorni- Oscar Mondadori             2005.

GIOVANNI PETTINATO – La scrittura celeste- La nascita dell’Astrologia in Mesopotamia – Ed.      Mondadori 1998.

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