Camille Claudel: vita di una scultrice fra arte, amore e follia

“Una fronte superba e occhi magnifici, di un blu così profondo e così raro che si può trovare soltanto nei romanzi”

Così scrive Paul Claudel, il celebre poeta e diplomatico, a proposito della sorella Camille.

Camille Claudel era nata l’8 dicembre 1864, alle ore 5.00 a Villeneuve-sur-Fère, un piccolo villaggio nella regione della Champagne.

Il padre, Louis Prosper, era il Direttore dell’Ufficio delle Imposte, la madre, Louise Cerveaux, una donna infelice, di rigidi principi morali e molto legata alle convenzioni, era incapace di manifestazioni di affettività. In particolare non accettò mai Camille, che fin da bambina manifestò aspirazioni ed attitudini inconcepibili per sua madre. Dopo Camille, che era la seconda figlia, in quanto il primo figlio morì 15 giorni dopo la nascita, nacquero Louise, che rimase sempre accanto alla madre e diventerà una tranquilla moglie e madre e, a distanza di due anni Paul, con il quale Camille ebbe sempre un legame intimo e complesso.

Camille, bambina ed adolescente, era fantasiosa, volitiva, orgogliosa e molto presto scoprì la sua vocazione per la scultura. Già a 13 anni cominciò a modellare le sue prime figure in argilla. Non seguendo un iter di apprendimento regolare si rivolge istintivamente a soggetti viventi, saltando i lunghi esercizi di copia di nature morte imposti dalle Accademie; la scultura coinvolge lei e l’intera famiglia: non avendo ricevuto lezioni affronta audacemente i soggetti mobili e, a turno, tutti sono costretti a posare per lei.

Da ragazza, Camille legge molto, attingendo alla biblioteca del padre e, per i suoi tempi, accumula, con la sregolata attività dell’adolescenza e dell’isolamento, una cultura eccezionale.

Nel 1879, quando Camille aveva 15 anni, il padre  chiese un giudizio sulle opere che la figlia creava già da qualche anno, allo scultore Alfred Boucher, che fu talmente impressionato dal talento della ragazza da proporsi come suo insegnante.

Camille lottò per convincere il padre a trasferirsi a Parigi, fulcro della vita culturale ed artistica, molto più promettente rispetto alla provincia francese, dove non poteva esserci nessun avvenire per un artista.

Il padre, che non si oppose mai alle sue aspirazioni, finì per assecondarla e nel 1881 i Claudel si trasferirono a Parigi dove Camille seguì le lezioni di modellato di Alfred Boucher all’Académie Colarossi ed affittò un atelier con tre amiche inglesi.

Boucher, scultore di buon livello, le seguiva nei loro progressi. Tre anni dopo lo scultore dovette lasciare momentaneamente le sue allieve per un soggiorno-premio in Italia e chiese ad Auguste Rodin, ancora poco conosciuto, di sostituirlo nell’insegnamento, raccomandandogli in particolar modo Camille.

Rodin riconobbe subito lo straordinario talento di Camille, che aveva ventiquattro anni meno di lui e nel 1883 la volle nel suo atelier, con le mansioni di modella e di sbozzatrice.

Aveva solo 19 anni, una bellezza prepotente ed un fascino assoluto che riuscì a sconvolgere la vita di Rodin che aveva 43 anni ed un legame stabile con Rose Beuret, donna rozza e semianalfabeta che gli aveva dato un figlio, ma che non aveva sposato.

Camille era una delle più promettenti allieve del Maestro e riuscì a conquistare un posto speciale nella vita di Rodin, divenendo la sua amante e vivendo con lui anni di passione e di lavoro comune, aiutandosi ed ispirandosi a vicenda nel creare alcuni fra i più grandi capolavori scultorei di tutti i tempi.

La comunanza di motivi e di linguaggio di Auguste e Camille è evidente, lavorano insieme in un continuo scambio di esperienze, al punto che diventa difficile distinguere il ruolo di ciascuno dei due nella realizzazione di determinate opere per le quali si potrebbe forse arrivare a parlare di “sculture a quattro mani”.

Nell’atelier tutto si decideva insieme e Rodin lasciava spesso che Camille modellasse mani e piedi delle sue opere.

Rodin affittò per loro due una dimora in rovina, una villa con un giardino selvatico dove avevano già abitato George Sand ed Alfred de Musset al tempo della loro storia d’amore.

La famiglia Claudel finse d’ignorare per lungo tempo che Camille amava Rodin e che conviveva con lui, una situazione, per quei tempi, scandalosa per una ragazza di “buona famiglia”.

Intanto Rodin diventò sempre più celebre tanto che nel 1887 ottenne la Legion d’onore, la massima onorificenza francese.

Camille, nel frattempo, scolpì i suoi capolavori ed insieme a Rodin frequentò i grandi pittori Impressionisti. Per qualche tempo la sua fu una storia d’amore felice.

Durante la relazione Camille rimase incinta, ma interruppe la gravidanza. Quanto quest’aborto influenzò emotivamente la loro storia d’amore non si sa. Fatto sta che, quando Camille aveva quasi trent’anni la relazione con Rodin incominciò a franare. Molte sono state le ipotesi sulle cause di questa crisi, ma non esiste documentazione che racconti perché Camille e Rodin si lasciarono. Camille credeva in una possibile, definitiva unione con Rodin, forse anche per liberarsi completamente da quei sotterfugi ed ipocrisie che aveva dovuto subire nel corso degli anni per l’illegalità di quell’amore, ma Rodin, pur amandola  e sostenendola nella sua vocazione, nel 1892 rifiutò di sposarla.

I legami artistici e sentimentali tra loro due si allentarono, ma non s’interruppero definitivamente, tanto che lui l’aiutò in varie occasioni. Ma la rottura è inevitabile. Camille e Auguste si rivedono all’inaugurazione di una mostra, tornano, di quando in quando a scriversi, ma non entreranno più l’uno nello studio dell’altra e viceversa.

Nel 1893 Camille ruppe definitivamente i rapporti con Rodin, affittò uno studio- abitazione e realizzò per conto suo alcune sculture assai importanti.

Con la rottura con Rodin il forte temperamento di Camille cedette. Aveva voluto seguire la sua vocazione d’artista, aveva amato fuori dagli schemi prestabiliti ed ora, a trent’anni, tutto crollava. Aveva sfidato convenzioni e pregiudizi, ma si ritrovava sola, delusa, non abbastanza stimata e considerata, come avrebbe voluto essere in rapporto al suo genio.

Dopo la rottura con Rodin, Camille incontrò il giovane compositore Claude Debussy. Non si sa se il loro fu un rapporto d’amore o d’amicizia, comunque Debussy, ancora sconosciuto, restò profondamente impressionato dalla scultrice. Dopo due anni di amicizia o di amore non si frequentarono più. Probabilmente perché Camille non riusciva ad abbandonarsi al rapporto sentendosi, in fondo, ancora legata a Rodin

Camille viveva sola in una piccola casa, numerose erano le difficoltà finanziarie. Essere scultori comportava spese ingenti per i materiali e Camille non riusciva a sostenerle, si trovava in difficoltà economiche e doveva ricorrere all’aiuto del padre e del fratello.

Un profondo rancore verso Rodin le invase il cuore e la mente. Incominciò a soffrire di ossessioni. Pensava che Rodin volesse impossessarsi delle sue opere e ne distrusse alcune, immaginava anche che Rodin la facesse spiare dai suoi assistenti per rubarle le sue idee e che volesse ucciderla. Non era vero, ma tutto ciò era chiaramente il segnale di una grave forma di depressione con manie di persecuzione.

Ormai costretta a vivere in ristrettezze economiche, andava sempre più isolandosi e compì vere e proprie stravaganze. Si chiuse nel suo atelier, si isolò e visse in povertà tra gatti, ragnatele e marmi. Completò le sue opere e le distrusse a colpi di martello. Vere e proprie “esecuzioni”, come lei stessa le definì. Nel 1911 lo stato di salute di Camille si aggravò sempre più; visse in isolamento quasi totale, in condizioni d’indigenza, nel disordine e nell’abbandono.

Alle difficoltà e alle ossessioni si aggiungono gli odi familiari, a Villeneuve è persona non gradita, sua madre la subissa di rimproveri e la condanna, la sorella Louise è poco incline all’indulgenza, il fratello Paul è lontano dall’Europa e, dopo la conversione, si trova a condannarla come peccatrice. Solo il vecchio padre, di nascosto le manda del denaro.

Il 3 marzo 1913 morì il padre, uomo colto ed illuminato, che aveva sempre cercato di aiutarla, appoggiando ed approvando la sua aspirazione alla scultura.

La sua follia fu l’argomento di una riunione di famiglia, cui parteciparono anche il marito della sorella, magistrato ed il fratello Paul che, in quanto diplomatico di carriera, riteneva Camille troppo ingombrante anche per lui, che pure le voleva bene e decisero di condannarla ad essere cancellata dalla vita sociale.

Il 10 marzo 1913, per volontà dei familiari e soprattutto della madre che firmò la carta per farla interdire, venne internata nell’Ospedale psichiatrico di Ville-Evrard e poi, allo scoppio della prima guerra mondiale, fu trasferita a Montdevergues, vicino ad Avignone.

Nei primi anni d’internamento la madre fece vietare ogni visita alla figlia. “Tenetevela, ve ne supplico….ha tutti i vizi, non voglio rivederla, ci ha fatto troppo male”. Così scriveva la madre al Direttore del Manicomio senza riuscire a perdonarle le sue scelte anticonformiste. Camille sembra dimenticata da tutti: la madre e la sorella non le faranno mai visita, il fratello Paul solo due volte in trent’anni d’internamento. Le sue condizioni sono alterne, passa da fasi in cui è preda, secondo i rapporti medici, di manie di persecuzione, a momenti di maggiore serenità. In Manicomio non era né violenta né aggressiva; col passare degli anni diventò sempre più tranquilla e chiedeva insistentemente di tornare a casa.

Nel 1917 morì Auguste Rodin, all’età di 77 anni.

Nel 1925 gli stessi medici proposero un tentativo di riavvicinamento alla famiglia, consigliando di farla rientrare a casa. Ma questa soluzione non fu mai presa in considerazione dai familiari.

Camille, come testimonia una sua lettera, rifiutò anche le sollecitazioni che le venivano rivolte di riprendere la scultura. Resterà rinchiusa, sentendosi una prigioniera ed alternando lucidità e follia.

Nel 1942 le condizioni fisiche ed intellettuali di Camille registrarono un progressivo indebolimento e il 19 ottobre 1943, all’età di 79 anni e dopo trent’anni d’internamento, morì. Nessuno, nemmeno il fratello, partecipò al suo funerale.

Successivamente l’Ufficio Cimiteri comunicò alla famiglia Claudel che il terreno dove era stata sepolta Camille Claudel era stato requisito per “necessità di servizio” e che la sua tomba, sormontata da una croce recante le cifre 1943-n. 392, non esisteva più.

Così la ricordò suo fratello Paul, riassumendo l’amara vicenda della sua vita:” Mia sorella Camille aveva una bellezza straordinaria ed inoltre un’energia, un’immaginazione, una volontà del tutto eccezionali. E tutti questi doni superbi non sono serviti a nulla; dopo una vita estremamente dolorosa, è pervenuta al fallimento completo.”

RITRATTO ASTROLOGICO

Sole in Sagittario, Ascendente in Scorpione, Luna in Ariete.

L’orientamento dei pianeti ci segnala che sette di essi si collocano sotto l’orizzonte. La prima indicazione che ci viene fornita è quella di una personalità introversa.

La suddivisione ternaria mostra un lieve prevalere dei segni cardinali (due in Ariete, uno in Bilancia e due in Capricorno) ed indica una personalità anticonformista, attiva, con spirito d’iniziativa e dotata di una forte spinta realizzatrice. Nei segni fissi c’è solo Plutone in Toro. Camille può concretizzare solo attraverso il lavoro in quanto Plutone è in VI casa.

La suddivisione quaternaria mostra quattro pianeti appartenenti all’elemento fuoco (Sole, Giove, Luna e Nettuno), tre all’elemento Terra (Mercurio, Venere e Plutone), tre all’elemento Aria (Marte, Saturno e Urano) e solo l’Ascendente all’elemento Acqua.

L’Acqua è, quindi, carente ed è questo elemento che Camille dovrà imparare a sviluppare dentro di sé, in quanto, la sua mancanza può comportare difficoltà a riconoscere e gestire le proprie emozioni. C’è come un blocco ed un’incapacità a farle vivere, perché c’è il timore di non esserne all’altezza e non si sa come arginarle.

La prevalenza dell’elemento fuoco le dà un carattere irruento, forte ed attivo.

Il modello planetario è a forma di clessidra caratterizzata da cinque pianeti ad Est del cerchio zodiacale e cinque ad Ovest. Tra quelli ad Ovest c’è la Luna e Marte e tra quelli ad Est, il Sole, con Venere quadrata a Saturno. Le sue reazioni saranno di tipo sensitivo, femminile, fantasioso (Luna), mentre l’azione sarà maschile, positiva (Sole). Un’oscillazione perenne fra le esigenze del proprio Io e quelle degli altri. Nel primo quadrante troviamo quattro pianeti, tre nel secondo, due nel terzo ed uno nel quarto. Pianeti guida Saturno e Nettuno. Saturno è anche solo nel quarto quadrante, segnando così un punto focale.

Riguardo ai pianeti in domicilio o in esaltazione troviamo Saturno in esaltazione (Bilancia) e Giove in domicilio (Sagittario). Notiamo anche che Saturno in Bilancia è in un segno venusiano mentre Venere è in Capricorno, segno saturnino, e quindi entrambi in ricezione.

L’unico pianeta angolare è Plutone, molto vicino al Discendente.

L’Ascendente è in Scorpione ed il Discendente in Toro. Camille s’impegna con tutte le sue forze, può cacciarsi in situazioni estreme, ma questo è il prezzo che deve pagare per evolversi. Al Discendente cerca di stabilire rapporti di fiducia, stabili, sicuri, ma può rivelarsi possessiva o suscettibile. Da notare che i due governatori dell’Ascendente (Marte e Plutone) si trovano al Discendente, cui è congiunto Plutone. Camille ha bisogno dell’impegno totale dell’altro ed è solo attraverso la considerazione dell’altro che può scoprire se stessa. La sua relazione con Rodin è stata d’ostacolo. Venere che governa il Discendente, riceve un difficile quadrato da Saturno.

Osserviamo che il Sole, oltre ad essere in Sagittario presenta una larga congiunzione con Giove, pianeta che esprime valori di socievolezza ed ottimismo e si trova in Casa II, cosignificante del Toro. Il temperamento è eccessivamente fiducioso. Il suo nutrimento è dato dagli ideali, dall’energia. Camille è ambiziosa, ma molto generosa e, in partenza, ha un atteggiamento aperto di fronte alla vita, dalla quale si aspetta tutto.

Dal punto di vista dei rapporti interpersonali, esaminiamo la terza casa, la settima e l’undicesima e vediamo che nella terza casa troviamo Venere in Capricorno che simboleggia un’affettività trattenuta, controllata, incapace di manifestarsi in tutta la sua potenzialità. I sentimenti sono forti, profondi, ma restano per lo più inespressi. Venere, inoltre, è quadrata a Saturno, indice di fame d’affetto, di frustrazioni affettive e di tendenza ad innamorarsi di persone più anziane. Rodin aveva 24 anni più di lei.

La settima casa è in Toro, il suo governatore, Venere, è in terza casa. Il rapporto con i fratelli e soprattutto con Paul è importante. La settima casa è inoltre occupata da Marte in Gemelli che è opposto a Giove. Camille è ribelle e anticonformista. Marte, però, è retrogrado e quindi Camille tende a disperdersi in una realtà solo immaginaria, tutta mentale (Gemelli) caricandosi di negatività con effetti distruttivi ed autodistruttivi.

L’undicesima casa è vuota ed il suo governatore, Venere, si trova nuovamente in terza casa. Quindi, oltre ai fratelli per lei sono molto importanti anche gli scambi, le relazioni, gli scritti. Risulta, infatti, che abbia scritto molte lettere, soprattutto dal Manicomio. Se poi esaminiamo Mercurio come capacità di scambio in senso lato vediamo che riceve il quadrato di Nettuno e l’opposizione di Urano. In lei si annida l’insoddisfazione, è suscettibile ed ipersensibile. La quadratura con Nettuno può aver facilitato la possibilità di essere ingannata ed a volte a renderle le idee confuse.

Possiamo, quindi, concludere che, in realtà, l’Ascendente in Scorpione e la cattiva posizione di Mercurio possono suggerire che vi fosse, in Camille Claudel, la difficoltà ad intrattenere rapporti sociali per una forma di costrizione interiore.

Il Sole è in larga congiunzione con Giove, governatore del Sagittario ed è in trigono alla Luna, pianeta del Cancro ed è in seconda casa, cosignificante del Toro, segno di Terra. Plutone, governatore dello Scorpione si trova in sesta casa opposto all’Ascendente.

Il Sole, nucleo fondamentale della personalità, in Sagittario tenderà a realizzarsi con mezzi taurini (II casa) e cioè con la creatività e l’amore per il bello per raggiungere il benessere materiale espresso dalla seconda casa. A stimolarla sarà l’idealismo del Sagittario e la forza dello Scorpione.

Il doppio trigono fra il Sole, Giove, la Luna e Nettuno fra le case I, II e V, tutto in segni di fuoco, suggerisce che vuole farcela da sola, ricevere energia da se stessa attraverso le sue opere creative.

L’atteggiamento nei confronti della vita è fiducioso, quasi prepotente, coraggioso, ma ha difficoltà a lasciarsi andare.

Esaminando il Sole come figura paterna, il tema ci mostra un ottimo rapporto con il padre. Infatti fu sempre lui a sostenerla e ad aiutarla e, non a caso, poco tempo dopo la sua morte i familiari decisero d’internarla in Manicomio.

La Luna è in Ariete, congiunta a Nettuno in V casa, trigona a Giove. E’ una Luna forte, desiderosa d’indipendenza, impulsiva, ma è anche caratterizzata da un sovraccarico di sensibilità, determinando un temperamento emotivo ed instabile, sognatore con una tendenza ad una super-ricettività. Lo scambio emotivo, simboleggiato dalla Luna congiunta a Nettuno in V casa (cosignificante del Leone) fa pensare che le sue emozioni più forti si scatenassero nel creare le sue opere scultoree. La congiunzione Luna-Nettuno in V casa è stata la fonte della sua ispirazione ed il trigono con Giove dimostra quanto fosse accentuato il suo intuito e la sua sensibilità.

Esaminando la Luna come figura materna ci troviamo di fronte all’immagine di una madre troppo idealizzata, ma evanescente, lontana, quasi irraggiungibile. Un’immagine materna, tutto sommato, che ha influito negativamente su di lei, in quanto dovrebbe averle inculcato, proprio perché non approvava le sue scelte, molti sensi di colpa.

Mercurio in Capricorno, in II casa, è quadrato a Nettuno ed opposto ad Urano. La sua intelligenza è rigorosa, responsabile. La quadratura con Nettuno potrebbe averle dato spesso una certa incapacità a distinguere il sogno dalla realtà ed una difficoltà ad esprimere chiaramente le proprie idee, in uno stato di confusione interiore rispetto al mondo esterno. L’opposizione con Urano suggerisce quasi un desiderio di scandalizzare gli altri con il proprio anticonformismo e ci si sente incompresi.

Venere si trova in Capricorno, in III casa, quadrata a Saturno. I sentimenti sono congelati dal Capricorno. C’è la paura del rifiuto, dell’abbandono e la possibilità di legarsi a qualcuno che potrà crearle dei problemi. Il rapporto con Rodin non è stato facile ed ha segnato la sua vita.

Marte è retrogrado in Gemelli in VII casa, opposto a Giove e sestile a Nettuno. Dall’opposizione di Marte le viene il bisogno di misurarsi con gli altri, con coraggio e rettitudine, ma senza essere capace di soppesare i rischi. Inoltre tale opposizione pone il problema della sfida all’autorità. Il sestile con Nettuno le da’ una buona percezione degli altri e dei loro umori.

Giove in Sagittario in I casa è nel suo domicilio ed è quinconce a Plutone. Ripropone la questione del rapporto con il potere. In effetti la lotta contro sua madre è stata senza pietà.

Saturno è in Bilancia, in XII casa trigono a Urano e quadrato a Venere. Il bellissimo trigono tra Saturno ed Urano, Marte in Gemelli e la Venere in Capricorno le danno una notevole abilità manuale e rafforzano la sua inclinazione alla scultura. Ma Saturno in XII le ha anche provocato l’isolamento interiore e fisico.

Urano è in Gemelli, retrogrado ed in VIII casa, opposto a Mercurio. Il rapporto negativo con Mercurio suggerisce la possibilità di esaurimenti nervosi, di decisioni sbagliate  ed anche della fine dei rapporti con i fratelli (governatore dell’VIII in III). La retrogradazione di Urano l’ha costretta a vivere in una forma d’isolamento, rendendo ancora più difficile lo sviluppo cosciente della sua personalità. L’oscillazione fra il vivere fuori delle regole data dalla sua relazione con Rodin, dalla sua vocazione alla scultura, e dentro le regole, come ad esempio la speranza di regolarizzare la sua unione. Inoltre Urano è congiunto al Punto Vertex. Bisogno continuo di stimoli mentali, nervosismo. Camille vive una fortissima agitazione interiore e sente impellente la necessità di fare qualcosa di grande. E’ originale e sente che deve seguire il proprio estro, le proprie intuizioni.

Nettuno è in Ariete congiunto alla Luna in V casa, trigono a Giove e sestile a Marte. La congiunzione Luna/Nettuno è Punto di Talete e Nettuno è retrogrado. E’ il pianeta più critico in quanto scarica l’opposizione fra Marte e Giove lungo l’asse della prima-settima casa, generando aggressività soprattutto verbale verso gli altri. Questa aggressività ha il suo pesantissimo sfogo su Nettuno sia come psiche sia come evasione dal quotidiano attraverso la fantasia e la creatività. Inoltre, la retrogradazione di Nettuno, congiunto alla Luna, pianeta personale, ha acuito il distacco e l’abbandono da parte della madre che non solo l’accusava di essere la vergogna della famiglia, ma non andò mai a trovarla in manicomio.

Plutone è in Toro in VI casa quinconce a Giove. Molta fantasia, anche eccessiva. La costruzione della forma attraverso le sue opere piene di pathos e di corposità. La scultura come lavoro (VI casa).

La Luna Nera è in Vergine in X casa, quadrata al Sole, trigona a Venere ed a Plutone. Questa configurazione rivela che Camille era una persona affascinante, con una sensualità morbosa. Dal punto di vista della realizzazione personale c’è il rimpianto e la frustrazione di non essere apprezzata per la propria arte indipendentemente da Rodin, pensando di essere conosciuta solo perché era la sua allieva.

La Luna Nera in X casa ci parla anche dei suoi problemi con la madre che sono sorti fin dalla nascita. Era nata come “figlia in sostituzione”, in quanto aveva precedentemente perso un fratello e la madre sperava che nascesse un maschio.

Inoltre la Luna Nera collocata in X casa ci conferma che la sua immagine pubblica era soggetta a critiche e calunnie da parte dei benpensanti per il suo anticonformismo.

Il Nodo Nord in XII casa in Scorpione rivela il compimento del suo destino e l’incapacità di ascoltare le proprie voci interiori.

LUNA NUOVA PRENATALE

 

Il Novilunio è nello stesso segno solare ed in prima casa. Il segno del Sagittario è rinforzato, visto che c’è una stretta congiunzione con Giove ed è presente anche Mercurio nello stesso segno.

Osservando questo tema possiamo dire che il progetto dell’anima di Camille era indirizzato verso la valorizzazione  innanzi tutto di se stessa contro tutto e tutti. Ma la dura opposizione di Marte a ben 4 pianeti (i luminari, Giove e Mercurio) ha reso il suo cammino irto di ostacoli. Nettuno è in IV Casa. La famiglia è lontana da lei sia per le sue scelte sia quando visse il suo internamento in manicomio. Da una parte c’è il forte desiderio di affermare se stessa con la scultura, di vivere fuori delle regole e dall’altra, la disapprovazione della famiglia, degli altri.

Anche qui si ripropone il trigono Saturno-Urano, confermando la sua abilità nella scultura. Venere trigona a Plutone in V, esprime l’espressione drammatica e passionale delle sue bellissime opere piene di pathos e di corposità.

Anche nel tema di Luna nuova prenatale il modello planetario è a forma di clessidra ed i pianeti guida sono sempre Saturno e Nettuno. Ciò fa pensare alle sue oscillazioni ed alla sua instabilità.

Il potenziale genitoriale espresso dal Novilunio, opposto a Marte mostra le radici di una famiglia unita, ma in opposizione a lei. Mostra anche la speranza dei genitori per la nascita di questo figlio “in sostituzione” (Giove in I casa)

L’asse nodale (Nodo Nord in Casa XI-Nodo Sud in V) avverte la necessità di sviluppare la propria creatività e di realizzare progetti, attraverso trasformazioni interiori.

RIVOLUZIONE SOLARE

Vediamo ora la rivoluzione solare dell’anno in cui fu internata in Manicomio (10 marzo 1913). L’Ascendente di rivoluzione è in Leone nella IX casa radicale. Il Medio Cielo è nella VI. La sua mente vaga lontano. Si manifestano i segni della sua nevrosi. Venere è opposta a Nettuno in XII , Marte è opposto a Saturno in X e la Luna è opposta a Plutone in XI. Tutto crolla. All’improvviso la famiglia ed in particolare la madre decidono di chiuderla in manicomio. Lei si oppone con tutte le sue forze, ma dovrà cedere. Inizia il suo ritiro dal mondo (Saturno in X). Si accentuano le angosce, le paure (Nettuno in XII).

TRANSITI

 

Quel giorno Venere si opponeva a Saturno di nascita. Possiamo dire che sentisse la morte nel cuore ed un forte abbattimento. Marte era quadrato a Plutone: sentimenti distruttivi ed autodistruttivi. Luna quadrata a Giove: stato confusionale, distorsione della realtà. Il suo stato di coscienza è alterato (Saturno quadrato a Nettuno), ossessioni (Urano quadrato a Plutone). Inoltre c’è la forte delusione per essere stata ingannata dal fratello che lei adorava (Mercurio opposto a Plutone).

AUGUSTE RODIN

 

Auguste Rodin nacque a Parigi il 12 novembre 1840 alle ore 12.00, in una famiglia della piccola borghesia.

Tra il 1854 ed il 1857 studiò all’Ecole National des Arts Decoratifs. Respinto per tre volte dall’Ecole des Beaux-Arts è costretto per esigenze economiche a lavorare come decoratore.

Nel 1864 entra nello studio dello scultore Carrier-Belleuse, destinato ad esercitare su di lui un influsso duraturo e conosce Rose Beuret, che sarà la compagna di tutta la vita.

La sua prima opera inviata al Salon des Artists nel 1865, L’uomo col naso rotto, viene rifiutata. Nel 1871 Carrier- Belleuse lo invita a partecipare alla decorazione della Borsa di Bruxelles; il suo soggiorno a Bruxelles, che durerà fino al 1877, è intervallato da un viaggio in Italia che gli consente di conoscere ed ammirare Michelangelo. Nel 1876 scolpisce L’età del bronzo, che espone al Salon dell’anno seguente e viene acquistata dallo Stato. Dopo il suo rientro a Parigi, nel 1877, inizia il San Giovanni Battista che sarà esposto al Salon nel 1880.

Riceve, sempre nel 1880, l’incarico di realizzare una porta monumentale da destinarsi al Museo delle Arti decorative, la cosiddetta Porta dell’Inferno, che voleva ispirarsi alla Divina Commedia ma che non porterà mai a termine. Tuttavia alcune parti saranno il modello d’ispirazione per altre opere di quegli anni, tra cui Il pensatore che era la personificazione ideale di Dante e Il bacio, ispirato alla vicenda di Paolo e Francesca.

Nel 1883 incontra Camille Claudel. Nel 1884 riceve la commissione per il gruppo dei Borghesi di Calais che, terminato nel 1886, sarà collocato soltanto nel 1895. Questo drammatico gruppo scultoreo è un monumento unico ed originale poiché invece di celebrare un solo eroico personaggio rappresenta sei uomini di uguale importanza colti nella propria individualità ed accomunati dall’eroismo collettivo. Nel 1889 gli viene richiesto per il Pantheon il Monumento a Victor Hugo che, però, non porterà a termine.

Nel 1896 scolpisce La mano di Dio. Con questa scultura Rodin vuole arrivare a simboleggiare un concetto a lui molto caro, quello della rivelazione del processo creativo dell’artista. Chi scolpisce si avvicina a Dio, massimo creatore e modellatore di corpi. La mano di Dio è la mano che modella la materia, la terra, il marmo, è la mano dello scultore, la mano di Rodin che dà vita alle sue creature ancora addormentate e sognanti. E’ un’opera dell’immaginazione. Egli identifica se stesso come un divino genio della scultura dalla monumentale mano creatrice.

La fattura della mano è la stessa di uno dei Borghesi di Calais, che conferma una delle caratteristiche dell’arte di Rodin che era quella di riutilizzare parti di figure in altri contesti espressivi.

Alcuni anni più tardi riceve l’incarico per il Monumento al Presidente Sarmiento che verrà inaugurato a Buenos Aires nel maggio del 1900.

Fra la fine del secolo e i primi anni del Novecento si susseguono mostre ed esposizioni in Francia e all’estero. Divenuto popolare e ricco, nel 1897 si stabilisce nella villa che ha comprato a Meudon e nel 1908 all’Hotel Biron che, donato allo Stato nel 1916, diventerà il Musée Rodin.

Numerose opere di Camille sono esposte al Museo Rodin, in una sala a lei dedicata, voluta da Rodin per riconoscere l’opera dell’allieva, collaboratrice, ispiratrice e compagna.

Auguste Rodin muore il 17 novembre 1917 e viene sepolto insieme alla moglie Rose, che ha sposato poco prima che morisse (febbraio 1917), nel giardino della Villa des Brillants a Meudon.

Proprio in questi giorni è stata allestita una mostra dedicata al rapporto fra Rodin e la letteratura (Rodin e gli scrittori) presso il Centro Saint Bénin di Aosta.

RITRATTO ASTROLOGICO

 

 

Sole in Scorpione, Ascendente in Capricorno, Luna in Gemelli.

Dal punto di vista della struttura il tema natale di Rodin può essere classificato come un secchio imperfetto, il cui manico è rappresentato dalla Luna che è anche singleton per casa e per segno solare.

Inoltre è presente anche uno yod o “dito di Dio” costituito dal Sole sestile a Marte, entrambi in aspetto di quinconce a Plutone.

Marte e Plutone, i due pianeti dello Scorpione rafforzano il segno solare di Rodin.

La Luna in V in Gemelli, il cui governatore è Mercurio spiega forse la sua inclinazione precoce per il disegno, mentre l’influenza dello Scorpione è significativa della sua inclinazione alla scultura.

Quindi i pianeti forti del suo tema sono la Luna, il Sole culminante, Marte e Plutone.

Marte in VIII casa in Vergine corrisponde, in quanto base dello yod, ad un’espressione creativa.

Mercurio congiunto a Venere che, a sua volta, è congiunta a Saturno, incanala i mezzi di espressione in una doppia direzione venusiana e saturnina. Ciò corrisponde in modo significativo ad un destino di scultore: l’estetica della forma. La Luna in V gli fornisce l’immaginazione necessaria, mentre Nettuno in I le fonti d’ispirazione.

Il Sole culminante spiega la straordinaria riuscita sociale di Rodin e la sua congiunzione, anche se larga a Giove, amplifica dei mezzi già potenti: Rodin, da vivo, era un vero e proprio monumento pubblico.

La congiunzione Venere-Saturno che è anche governatore dell’Ascendente, rafforza ancora di più la predisposizione a lavorare la forma.

L’Ascendente in Capricorno denota ambizione, possibilità di costruire e ricerca, nel Discendente, di persone che daranno un aiuto. Forse è qui che si vede il suo attaccamento a Rose e forse anche che la sua arte si sia nutrita del talento di Camille Claudel, come sostennero in molti.

Rodin era un bambino serio, riservato e questa è una delle manifestazioni possibili dell’Ascendente Capricorno.

Il governatore dell’Ascendente, Saturno, è quadrato ad Urano e a Marte e questa configurazione può spiegare un temperamento esplosivo ed una facilità a rinnovare le concezioni della forma che regnavano all’epoca. L’opposizione alla Luna descrive probabilmente i rapporti femminili, durevoli, ma difficili.

La VII casa  nel segno del Cancro  è vuota, ma il Leone, segno intercettato, rivela una tendenza a voler dominare l’altro, come ha dimostrato la sua tumultuosa relazione con Camille Claudel.

L’Ascendente è in un segno di Terra, seguito dall’Acquario intercettato. Questa intercettazione in un segno d’Aria ci potrebbe indicare un problema a livello relazionale.

Le opposizioni in segni mutevoli ci confermano che le relazioni erano molto problematiche per Rodin.

Il trigono tra Sole-Giove e Urano in segni d’Acqua (Scorpione e Pesci) ci segnala ricettività, plasticità. Ed è proprio di un artista  ricevere in un primo momento delle impressioni e poi  tradurle nella sua opera. La casa VI vuota, il cui governatore è in V ci rivela il lavoro del creatore.

Le case IV,VIII e XII sono tutte in segni di Terra e ci indicano una personalità monolitica, granitica, poco suscettibile ai cambiamenti.

Il Nodo Nord in Prima Casa in Acquario, indica che il suo percorso di vita si deve indirizzare verso gli altri conservando la propria individualità nel gruppo. In realtà aveva un gruppo di allieve, era il maestro, colui che aveva plasmato Camille, che l’aveva valorizzata, ma poi abbandonata.

Riguardo alla comparazione fra i due modelli planetari, la clessidra di Camille Claudel ed il secchio di Auguste Rodin, ci si rende subito conto che il loro romanzo d’amore è stato tutt’altro che tranquillo, in perenne oscillazione tra speranze e delusioni.

Il filo che li ha uniti, il loro punto d’incontro e stato l’amore per la scultura che costituiva il loro comune ideale.

La grande croce presente nel tema natale di Rodin ha i suoi poli in Marte, Urano e Luna, Venere congiunta a Saturno, tutta in segni mobili. Altro segnale dell’importanza del rapporto con gli altri, ma anche della difficoltà data dalle opposizioni. Infatti Rodin era un uomo abbastanza chiuso e possiamo, quindi, pensare che abbia sublimato le sue contraddizioni interiori attraverso la sua arte, ma che non abbia dominato affettivamente le sue opposizioni.  Probabilmente non riusciva ad infondere sicurezza e stabilità e questo anche nel rapporto con Camille Claudel.

La caratteristica della Grande Croce, in un modello Secchio, è quella di mettere in crisi continua la persona, ma con un buon potenziale di realizzazione, purchè le energie non vengano disperse.

TEMA INTEGRATO

Il tema integrato del rapporto fra Camille Claudel ed Auguste Rodin presenta un Ascendente in Sagittario, un Medio Cielo in Bilancia, un Sole congiunto a Giove in Sagittario in XII Casa ed una Luna in Toro in V Casa.

Il modello planetario del tema è un secchio con coperchio, la cui chiusura è rappresentata dall’opposizione Luna-Saturno, Marte in VIII casa è il manico. La relazione è vissuta in maniera aggressiva anche dal punto di vista sessuale. La Luna, opposta a Saturno indica le difficoltà e la sottomissione di Camille nel rapporto.

La prima casa è occupata da Mercurio, dal Nodo lunare e da Venere. Una relazione importante. La coppia appariva agli altri impostata sulla comprensione intellettuale, su obiettivi comuni, sull’idealismo estetico, sulla realizzazione ed il riconoscimento personali, sul lavoro comune di tipo artistico, la scultura (Capricorno, segno di terra). Venere trigona ad Urano, a Plutone e sestile a Nettuno. Una relazione fuori degli schemi, intensa nei sentimenti, trasformatrice.

Nella terza casa troviamo Nettuno quadrato al Sole. Non c’è molta comunicativa. La sensibilità è completamente diversa, non c’è sintonia.

Il governatore della IV è in VIII con Plutone ed Urano collocati sempre nella IV Casa. Non c’è possibilità di una convivenza duratura. Il rapporto finisce male, con rancori e problematiche sotterranee.

Nella V casa c’è una Luna in Toro opposta a Saturno.  Nel rapporto è lei che subisce. Sul piano emotivo sono molto distanti l’uno dall’altra.

Nell’VIII casa c’è Marte congiunto al Vertex, trigono a Saturno e quadrato a Plutone. La trasformazione della coppia ha comportato per entrambi radicali cambiamenti di vita. C’è anche competitività e sfida reciproca.

La X casa in Bilancia indica che entrambi sentivano che l’evoluzione del rapporto poteva realizzarsi soprattutto in funzione della comunione di ideali artistici ed estetici.

Nell’XI casa c’è La Luna Nera e Saturno. I progetti non sono condivisi, c’è angoscia e rimpianto.

Nella XII Casa c’è il Sole congiunto a Giove, entrambi trigoni a Marte e quadrati a Nettuno. La relazione è clandestina, sofferta, sacrificata, repressa, non regolarizzata da un matrimonio che appare irrealizzabile, ma nello stesso tempo c’è energia per lavorare assieme costruttivamente.

Dal punto di vista della sinastria possiamo notare che la Luna di Rodin, singleton e quindi molto vulnerabile, è congiunta al grado ad Urano di Camille e la sua Luna (11°) va verso Plutone di lui (18°), una Luna velocissima, crescente ed applicante. Poi Marte di lui sulla Luna Nera di lei. Un Marte particolare che è già passato sopra la Luna connotandola significativamente. Inoltre il Sole e Giove di lui vanno sulla I casa di lei ed infine il Sole di lei congiunto alla Venere di lui.

Ci sono, quindi, tantissime assonanze anche se il loro rapporto è stato molto tormentato.

OPERE DI CAMILLE CLAUDEL

Di Camille Claudel si conoscono soltanto 67 sculture sopravvissute al suo delirio distruttivo ed una serie di disegni, una quindicina in tutto. Le sue sculture, oltre ad essere tecnicamente perfette, sprigionano un erotismo ed una profondità di sentimenti che colpiscono e commuovono profondamente.

Ne mostrerò solo alcune tra quelle che mi hanno colpito in maniera particolare

Nel 1888 espose per la prima volta al Salon des Artistes di Parigi,  L’abbandono, in marmo,  che fu segnalato per una menzione ufficiale.

L’abbandono è ispirato ad un’antica leggenda indiana trascritta in sanscrito nel XV secolo dal grande poeta indù Kalidasa.

Mentre sta cacciando nella foresta, il principe Dushyanta incontra Sakuntala, figlia adottiva di un eremita. I due s’innamorano e si uniscono in matrimonio con un antico rito nuziale. Ma il principe ritorna al suo castello e lascia a Sakuntala il suo anello come pegno. Lei rimane a vivere con l’eremita. Ma per un sortilegio il principe la dimentica. Consigliata dal padre, Sakuntala decide di andare dal principe per ricordargli il loro amore grazie all’anello che, però, perde nel fiume quel giorno stesso. Allora ritorna nella foresta e dà alla luce un bambino concepito la notte delle nozze.

Ma un giorno un pescatore trova l’anello che era stato inghiottito da un pesce che aveva pescato e lo porta al principe che ricorda tutto e ritorna nell’eremo del padre di Sakuntala, dove riconosce il bambino come suo figlio e incontra l’amata. Così il principe e Sakuntala, con il loro figlio, fanno ritorno al castello.

L’abbandono rappresenta l’incontro dei due innamorati con una tensione erotica notevole.

Camille modellò anche le mani e i piedi nelle figure della Porta dell’Inferno di Rodin e nel 1889 scolpì in bronzo anche il suo Ritratto.

Infatti Camille dimostrerà un talento notevole nell’affrontare la tematica del ritratto.

Nel 1891 scolpì, sempre in bronzo, Il valzer. Una coppia che balla un valzer appassionatamente. In questa opera Camille mostra una forte capacità di trovare equilibrio tra movimento e staticità. Soprattutto la figura femminile, quasi ancorata al terreno dal panneggio dell’abito, dà il senso del collegamento tra la terra e l’aria.

In quest’opera sembra ben resa una potenzialità femminile solo apparentemente contraddittoria, la capacità di “volare alto e agire nel concreto”

Dopo la rottura definitiva con Rodin nel 1892, Camille intraprese un percorso personale di autoaffermazione. Nacquero in quegli anni varie altre opere in bronzo, quali ad esempio L’implorante (1894) , La suonatrice di flauto,  una donna semi-nuda, con i piedi appena poggiati, ma tesi come se dovessero spiccare un salto, accosta il flauto alle labbra. Nel 1907 scolpisce L’età matura, il suo capolavoro. Espressione artistica del distacco da Rodin, l’Età matura è una scultura in cui è ritratta una giovane donna in ginocchio che protende le braccia verso un uomo più anziano che, voltato di spalle, si lascia portare via da una donna pure anziana: facilmente riconoscibili nell’uomo anziano e nella donna giovane Camille e Rodin, mentre la donna anziana potrebbe essere Rose Beuret.

Un primo progetto del 1895 presenta questo gruppo di tre figure – vecchiaia, età di mezzo, giovinezza – come fosse fisso ed immobile. La versione definitiva ha, al contrario, un effetto di movimento che coinvolge tutta la composizione, amplificandosi lungo una diagonale che accentua la plasticità delle figure e la loro drammaticità.

La giovane donna inginocchiata, figura realizzata anteriormente al gruppo e conosciuta come l’Implorante, immagine di Camille al momento della sua rottura con Rodin è integrata, nell’Età matura, in una composizione più vasta e drammatica: è isolata e le sue mani non riescono a trattenere quelle dell’uomo.

Il contrasto fra le figure, lisce e nude, realizzate con naturalismo esacerbato e le pieghe tormentate dei drappi, fanno di questo gruppo un’allegoria del tempo e della morte.

Nel 1932, Eugène Blot, un gallerista suo amico, in una lettera inviata a Camille, scrive di lei e di quest’opera:”….Nel mondo di volpi che è la scultura, Rodin, voi e forse tre o quattro altri, avevate introdotto l’autenticità, e questo non si dimentica.

In quest’opera siete finalmente voi stessa, liberata completamente dall’influenza di Rodin, grande tanto per l’ispirazione che per il mestiere. La copia della prima tiratura arricchita dalla vostra firma è uno dei pezzi salienti della mia galleria. Io non la guardo mai senza provarne un’emozione indicibile. Mi sembra di rivedervi, queste labbra semiaperte, queste narici palpitanti, questa luce nello sguardo, tutto grida alla vita in ciò che ha di più misterioso. Con voi si lasciava il mondo delle false apparenze per quello del pensiero. Quale genio!…”

Nel 1897, inoltre, aveva scolpito anche Le pettegole , utilizzando l’onice.

Il gruppo delle Pettegole, all’inizio intitolato La Confidenza è particolarmente originale.

Si tratta della miniaturizzazione di una scena ripresa dalla vita reale, nello scompartimento di un treno; l’impiego dell’onice, materiale raro e difficile da lavorare, dona a quest’opera un carattere di estraneità, non priva però di un naturalismo sensibile e aneddotico. Ci sono più versioni di questo stesso soggetto, che si diversificano per un modo particolare di trattare il paravento.

Un paravento che non era presente nella prima ipotesi di lavoro e che sembra isolare/proteggere dal mondo esterno il gruppo di donne che si scambia confidenze. Una scena che si tramanda da sempre, sempre attuale, che restituisce il senso delle relazioni femminili; quelle relazioni indispensabili per crescere e per vivere, che a Camille, a partire dalla relazione con la madre e con la sorella, sono mancate.

Sempre nel 1897 scolpì L’Onda, in onice e bronzo che fu terminata nel 1902 da François Pompon.

Il modo di scolpire e di tagliare personalmente il marmo di Camille, oltre a dimostrare una tecnica perfetta, era ricco di forza, energia, movimento, era capace di trasmettere i più reconditi sentimenti, dal dolore alla sofferenza, allo straniamento: era un’innovatrice che seppe dare alla scultura una vitalità non indifferente.

Le sue straordinarie sculture rimasero a lungo oscurate, nonostante già nel 1951 fosse stata tenuta una mostra al Museo Rodin. Nel 1984 ci fu una riscoperta critica delle sue opere e nel 2002 a Bellinzona fu allestita una mostra  ed un’altra, nel 2003, a Reggio Emilia.

Nel 1990, inoltre, fu girato un film sulla sua vita in cui il personaggio di Camille era interpretato da Isabelle Adjani. Il film ottenne cinque Cesàr, un Orso d’oro a Berlino e due candidature all’Oscar.

 

LETTERE DAL MANICOMIO

Nei trent’anni d’internamento Camille Claudel scrisse numerose lettere, in massima parte indirizzate al fratello Paul ed alla madre. In esse chiedeva sempre di tornare a casa.

Ne riporto alcuni brani strazianti che si ripetono negli anni, ben trenta, e che non possono non farci pensare che questa artista ha, in realtà, pagato il prezzo del suo tempo: lo scandalo di essere una donna libera e creativa.

” Mi si rimprovera (efferato crimine!) di aver vissuto sola, di trascorrere la mia vita con i gatti, di avere manie di persecuzione”.

” Essendo l’immaginazione, il sentimento, il nuovo, l’imprevisto, che nascono da uno spirito evoluto, incomprensibili per loro, cervelli ottusi, eternamente chiusi alla luce, occorre che qualcuno fornisca loro un’illuminazione….Qualcuno, almeno, potrebbe riconoscere il merito di originalità e dare qualche compenso alla povera donna che hanno spogliato del suo genio: no! Un Manicomio! Nemmeno il diritto ad avere una casa! …E’ lo sfruttamento della donna, l’annientamento dell’artista cui si vuol far sudare anche il sangue.” “Mi dispiace vedere che sprechi il tuo denaro per un manicomio. Denaro che potrebbe servirmi per eseguire delle belle opere e vivere piacevolmente!”.

“…Ho fretta di lasciare questo posto…Non so se tu abbia intenzione di lasciarmi qui, ma è davvero molto crudele per me!… E dire che si sta così bene a Parigi e vi si deve rinunciare per i grilli che avete in testa…..non abbandonarmi qui tutta sola…”

“In questi giorni di festa, penso sempre alla nostra cara mamma. Non l’ho più rivista dal giorno in cui avete preso la funesta decisione di farmi ricoverare in manicomio! Penso al bel ritratto che le feci all’ombra del nostro giardino. I grandi occhi nei quali si leggeva una segreta sofferenza, lo spirito di rassegnazione che emanava dalla sua figura, le mani incrociate sulle ginocchia in un atteggiamento di completa abnegazione: tutto denotava la modestia, il senso del dovere spinto all’eccesso che caratterizzavano la povera mamma. Non ho mai più visto il ritratto (non più di quanto non abbia visto lei stessa!). Se mai ne avessi notizia fammi sapere.

Non penso che l’esecrabile personaggio di cui ti parlo sovente (Rodin) abbia l’ardire di attribuirselo, come ha fatto per altre mie opere: sarebbe davvero il colmo, trattandosi del ritratto di mia madre.”

“…….condannarmi all’eterna prigione per impedirmi di protestare! Tutto questo nasce, in fondo, dal cervello diabolico di Rodin. Aveva un’idea fissa, ed era che, dopo la sua morte, io spiccassi il volo come artista e diventassi più grande di lui: doveva riuscire a tenermi fra i suoi artigli dopo la morte come in vita. Bisognava che fossi infelice, che lui fosse vivo o no. E’ riuscito in ogni suo intento perché, quanto ad essere infelice, lo sono!…. Sono molto seccata per questa…schiavitù”.

Nel 1935, otto anni prima di morire, in una lettera ad Eugène Blot scrisse: “sono precipitata in un baratro…Del sogno che fu la mia vita, questo è un inferno”.

In tutte le lettere traspare la disperazione, il forte desiderio di tornare a casa ed anche una certa alternanza di lucidità e follia.

LA SCRITTURA

Nella sua grafia non s’individuano particolari squilibri. Al contrario sembra una grafia controllata, ponderata, con notevoli facoltà intellettive.

La personalità, attraverso la presenza del segno Pendente rivela l’intensità dei sentimenti ed il bisogno di un affetto intimo, esclusivo.

La profondità dei sentimenti (scrittura molto larga), la sicurezza (cenni di arditezza) mal si adattavano al ruolo che si era scelto: quello di giovane amante di un uomo già legato. La ponderazione è forte, la serietà del carattere pure e lo è anche l’affettività. Tutto questo rendeva di fatto impossibile accettare un ruolo di compartecipazione in campo affettivo.

Camille Claudel conosce le sue doti, la sua bravura, è una donna di grande sostanza, con qualche tratto di arditezza che forse lei stessa ha sopravvalutato, perché la struttura di fondo della personalità è basata sulla ponderazione (largo tra parole) anche se non sempre lucida (larghezza non omogenea, alcuni ricci che indicano confusione). Il segno Pendente è l’unico elemento che potrebbe averla portata fuori strada perché va a rafforzare un carattere già molto determinato affettivamente. Lei apparentemente ha tutte le carte vincenti in mano con Rodin: è bella, giovane, intelligente, indispensabile a livello professionale per quanto è brava, ma, nonostante questo, lui non lascia la moglie per lei e perciò Camille deve riconoscere- a livello affettivo- di aver perso. Per il segno Pendente ammettere questo non è facile, in quanto deve contrastare la propria tendenza primaria, che è quella di riversare il suo sentimento affettivo per ricevere affettività in modo esclusivo.

In conclusione possiamo dire che Camille Claudel fu una donna due volte prigioniera: dell’amore e della malattia, ma libera nella sua arte. E’ come se avesse avuto due vite, la prima di passione, amore, creatività e la seconda di follia, incomprensione ed isolato abbandono.

Maria Grazia La Rosa

NOTE BIBLIOGRAFICHE

Alessandra De Santis – Camille Claudel, scultrice, Compagnia Teatro  delle Moire – Cusano Milanese

Silvia Casanova – “Camille, la Musa di Rodin che impazzì d’amore per    lui”, articolo pubblicato sulla rivista “Oggi”-2003

Lavinia Capogna- Una donna straordinaria: Camille Claudel

Grafologia morettiana – I grandi della scrittura- Sylvia Plath, Camille Claudel, Virginia Woolf

Nadia Magnabosco, recensione della Mostra dedicata a Camille Claudel  al Museo Villa dei                        Cedri di Bellinzona-2002

Giovanna Galli, intervista a Sandro Parmiggiani, curatore della Mostra allestita a Palazzo Magnani di Reggio Emilia nel 2003

Roberta Balmas, BTA- Bollettino Telematico dell’Arte, 14 luglio 2003, n. 331.

Anne Delbée, Una donna chiamata Camille Claudel, Ed. TEA DUE,  1995

Antonia Bonomi – Camille Claudel, una geniale amazzone

Francesca Santucci, Camille Claudel, dal libro: Donne protagoniste

Bernard Crozier, Moderno Trattato di Astrologia, voll.2 e 3,  Gruppo Editoriale Armenia, Milano 1994

Bordoni Grazia – Il punto di Talete

Janski C. Robert – Modelli planetari – trad. a cura del Centro Studi Lo Zodiaco di Padova

 

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1 Commento

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Una risposta a “Camille Claudel: vita di una scultrice fra arte, amore e follia

  1. Gioia Oddi

    Bellissimo, complimenti

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